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ANIMALI E ANIMALI - Un gatto per amico. Vademecum per una serena convivenza Stampa E-mail
gelosygattino.jpg Cibo, gioco, privacy, motivi di stress, cosa dice l'esperta.
di Chiara Spegni

16 Marzo 2006

''Mettiamoci nelle loro pellicce!'': questa la prima regola da osservare per vivere bene con i nostri gatti, che in 7 milioni e mezzo affollano le case degli italiani. Secondo Laura Borromeo, comportamentalista animale, in questo caso specializzata nella riabilitazione di gatti con problemi di comportamento, la prima regola e' non fare a loro cio' che non vorremo fosse fatto a noi. Come ad esempio imporre 'nuovi amici', perche' sono animali domestici indipendenti. Non bisogna sorprenderci per una risposta aggressiva quando si trovano in presenza di un altro gatto o un 'nuovo' inquilino, dato che non l'hanno certo scelto loro. ''I gatti non sono animali sociali: la notizia e' se vanno d'accordo con un altro ospite, non il contrario'' spiega l'esperta.

Ecco alcune informazioni utili per vivere bene insieme al nostro amico felino.

IL TERRITORIO:
E' il punto di riferimento dei nostri amici a quattro zampe, dove il gatto vive innanzitutto in un mondo di odori. In caso di trasloco quindi, nella nuova casa bisogna trasferire odori di quella precedente. Basta un copridivano, una coperta dove si sono seduti, il cuscino preferito. Il rischio, altrimenti, e' che l'animale si ritrovi completamente spaesato ed entri in uno stato confusionale. ''Un altro elemento importante e' quello dei nascondigli sottolinea Borromeo perche la prima reazione, se si avverte un pericolo o in un contesto nuovo, e' quella di trovare un rifugio. In casa si possono creare facilmente delle 'tane': basta una scatola aperta sotto un tavolo, una sedia nascosta, oppure un armadio aperto''.

LA CASSETTA:
Altro requisito essenziale per una serena convivenza e fare attenzione alla cassetta dove il gatto fa i suoi bisogni. Secondo l'esperta, pulirla una volta al giorno non basta, l'operazione va fatta tutte le volte che si sporca.
''Come noi tiriamo lo sciacquone, anche loro devono trovare una cassetta pulita quando ne hanno necessita'''. E poi c'e' la privacy. Chi vorrebbe andare in bagno davanti a tutti? Corridoi e spazi troppo frequentati sono banditi.

IL CIBO:
E' un capitolo importante. Se ci sono piu' gatti, meglio che ciascuno abbia la sua ciotola. Attenzione all'eccessivo impiego di croccantini. ''Il cibo secco contiene il 15% di umidita', contro l'85% di quello umido spiega Borromeo , per questo non bisogna mai esagerare con il primo, perche il gatto non e' abituato a bere in quantita'. Bando ai croccantini in caso di gatti anziani, piu soggetti a possibili problemi renali''.

IL GIOCO:
Fili, palline, topi finti, farli giocare e' estremamente semplice, l'importante e' non associare mai le nostre mani in modo diretto. 'Molti si lamentano perche' il gatto graffia o e' aggressivo. In realta' l'errore e' stato quello di abituarli a giocare con le nostre mani fin da piccoli, quando non possono fare danni, mentre il problema nasce quando crescono''. Secondo la comportamentalista, le mani devono essere associate solo alle carezze, non ad altro.

L'AMICIZIA:
Fare amicizia con un gatto? Cibo e gioco sono sempre forieri di 'cose buone'. Da evitare invece il contatto immediato: ''Ci sono precisi rituali di conoscenza. Chi arriva in casa e vuole toccare subito il gatto non lo rispetta. Bisogna essere delicati nei movimenti, rallentare il passo. Un classico problema racconta Borromeo - e' quello del gatto che percepisce un ospite che non riesce a muoversi senza fare tanto rumore, come una minaccia''. In presenza di persone ritenute pericolose la reazione e' quella di sparire, spesso sotto il letto, finche' il 'visitatore' non lascia libero il territorio.

STRESS:
Ansia, paura, possono essere causa di un disturbo comune come quello della cistite. ''Se il gatto fa la pipi' in luoghi diversi dalla cassetta, forse e' perche' non riesce a trattenerla. Meglio accertarsi, con l'analisi delle urine, che non abbia una cistite. Se non si tratta di un problema organico forse il gatto non sta bene, ha subito un trauma''. Il comportamento puo' dipendere dalla perdita di una persona della famiglia, di un altro animale della casa, del territorio abituale nel caso di un trasloco. ''Sgridarlo non serve a risolvere lo stress - dice l'esperta - sfatiamo il luogo comune che i gatti facciano dispetti, non sono capaci di un pensiero cosi' elaborato''. E se ci sono dubbi in merito ad un comportamento fuori dalla norma, meglio parlarne con il veterinario, che in caso indirizzera' dallo specialista.

Chiara Spegni
(ANSA)

Fonte: Animali e Animali
 
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